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Tra gli ambiti di interesse MoliseRadici ci sono le tradizioni popolari del nostro territorio: il carnevale e le mascherate tradizionali, il legame tra costume tradizionale e devozione popolare, i rituali del matrimonio tradizionale, il costume e i giorni del dolore....
Tra le tradizioni campobassane quella del Carnevale è una sulle quali si è concentrata l'attenzione MoliseRadici.
Tante le attività organizzate per il carnevale campobassano: convegni, attività con le scuole, mascherate della tradizione del capoluogo per le vie della città.
Oltre alle altre mascherate tradizionali del capoluogo - Verde Auliva, I Briganti, Zeza Zeza, La Mesaiola, Ziuzì Ziuzì - la nostra attenzione si è concentrata sulla più campobassana delle mascherate campobassane: Cuncetta de Mascione, che abbiamo tra l'altro fatto conoscere ai bambini delle scuole primarie della città.
Per approfondimenti, consultare la sezione Cultura del sito

Agli eventi sul costume
Alla nascita dell'Associazione Il costume dell'anima a Longano.



Tra le attività MoliseRadici, la consolidata collaborazione con il dottor Antonio Scasserra, proprietario dell'omonima Collezione di costumi nuziali, direttore del MUVES - Museo delle Vestimenta - di Campobasso e massimo esperto in materia: eventi legati alla vestizione della sposa molisana e ai rituali della parentezza, ossia l'antico banchetto rituale di fidanzamento durante il quale il papà della sposa affidava la figlia al futuro marito e le famiglie dei due promessi si imparentavano.

























Rituali del matrimonio ottocentesco a Baranello
E' ormai consuetudine consolidata MoliseRadici avere l'onore di partecipare ai rituali del matrimonio ottocentesco a Baranello in rappresentanza del comune capoluogo di regione.








popolare: un legame antico, profondo, indissolubile tra fede e orgoglio identitario
Gran parte del patrimonio tradizionale di un popolo è rappresentato dalle feste religiose, feste che oltre a manifestare la fede della comunità che le ha generate, assumono al contempo un profondo significato sociale ed esprimono un forte legame di appartenenza locale.
Tra le manifestazioni di fede più diffuse ci sono le processioni, che possono essere considerate una “semplificazione” del pellegrinaggio: una comunità si sposta per invocare la pietà di un Santo, chiederne l’ intercessione, implorare una grazia ….
Spesso in passato, e in qualche caso ancora oggi, le comunità esprimevano le loro preghiere attraverso processioni religiose connotate da segni esteriori di identità socio-culturale: gesti ritmici, colori, canti, danze…
Questo "richiamo esteriore" è ancora presente in diverse manifestazioni religiose in svariate parti del mondo, tra cui l'Italia, benchè il trascorrere del tempo abbia prodotto l'abbandono della connotazione identitaria.
In tantissime culture è possibile ammirare il particolare abbigliamento indossato da un gruppo sociale in occasione delle processioni religiose. Tra le più antiche, celebri e magnifiche processioni religiose italiane in cui convivono FEDE, CULTURA, IDENTITA’ e TRADIZIONI sicuramente la festa di sant'Efisio a Cagliari, che si svolge il 1° maggio di ogni anno, dal 1657. Il corteo processionale viene aperto da carri addobbati a festa trainati da buoi, seguiti da più di 5000 persone appartenenti a gruppi tradizionali provenienti da tutta la Sardegna abbigliati con i loro costumi tipici, i quali solitamente recitano il rosario e cantano litanie in dialetto.
Anche in alcuni centri del Matese è ancora viva e molto sentita la consuetudine di accompagnare la Madonna e il Santo Patrono indossando il costume tradizionale festivo, a dimostrazione della fierezza nel mostrare questo simbolo municipale nelle principali manifestazioni religiose della propria comunità, manifestazioni in cui sacro e profano si mescolano e in cui viene fuori l'antica anima contadina preservata nei nostri piccoli centri. Ne sono esempi Letino, in occasione della processione di Maria Santissima del Castello – patrona del Matese - e Gallo Matese per la processione in onore di sant'Antonio di Padova. Racconti popolari addirittura vogliono che il costume tradizionale di Gallo, quale dono identitario più prezioso, sia stato offerto a Sant'Antonio per ringraziarlo della grazia di aver debellato la peste.
In Molise gli eventi religiosi legati soprattutto ai festeggiamenti in onore del Santo Patrono e della Madonna, insieme alle feste civili, rappresentano i principali appuntamenti in cui il costume tradizionale, con i suoi colori, con la bellezza delle donne e la fierezza degli uomini che lo indossano, assume il ruolo di protagonista. In queste circostanze, almeno una volta all'anno si assiste ad una grande partecipazione di gente e di fedeli in costume tradizionale. Ne sono esempi Cercemaggiore, in occasione della festa della Madonna della Libera, e Roccamandolfi, per la festività in onore di San Liberato martire.
A Campobasso, MoliseRadici: Cultura, Costume Tradizioni APS, dalla sua nascita ha cercato di riportare in vita questo profondo legame tra costume tradizionale e manifestazioni di devozione popolare animando le celebrazioni eucaristiche e partecipando alle processioni in onore del Patrono -San Giorgio Martire, di Sant'Antonio Abate, all'Infiorata per la Madonna dei Monti e altre, grazie alla sensibilità ed alla disponibilità dei parroci.

Ai riti legati alle festività in onore di San Giorgio Martire, patrono di Campobasso, non poteva mancare il simbolo identitario per eccellenza della comunità campobassana, cioè il costume tradizionale della città.
Dal 2018 MoliseRadici ha riportato in vita quest'altro aspetto delle tradizioni cittadine partecipando con orgoglio municipale alle celebrazioni del 23 aprile.










Infiorata
Campobasso ha riscoperto il simbolo più tangibile di appartenenza alla città, ossia il costume tradizionale in uso fino alla fine dell' '800/primi anni del '900, anche in occasione dell'Infiorata in onore della "Madonna Castellana" con le donne MoliseRadici in costume tradizionale e le bambine, vestite di bianco, a sorreggere i nastri alla statua di Maria.
Con amore e devozione, tutte hanno animato l'Offertorio durante la Messa, recitato l' antico rosario cantato ed intonato un antico canto alla Madonna dei Monti.
La consolidata collaborazione con i frati Cappuccini e con la Pia Unione Maria Santissima del Monte rende possibile la trasmissione delle tradizioni campobassane ai bambini e l'opera di preservazione delle forme tradizionali di devozione popolare.

La chiesa di Sant'Antonio Abate a Campobasso è un bellissimo esempio di arte barocca.
MoliseRadici ha inteso tributare al Santo la sua preghiera legandola alle antiche tradizioni che connettono Sant' Antonio Abate alla città, nel giorno in cui il calendario lo ricorda, il 17 gennaio.
Abbiamo accompagnato Sant'Antonio in processione e partecipato alle celebrazioni eucaristiche a Lui dedicate.
Abbiamo pregato davanti agli straordinari altari laterali intagliati in legno e rivestiti in oro e alle due statue raffiguranti il Santo eremita: quella in pietra, risalente al XIII secolo e quella in legno rivestito con lamine d' oro, risalente al XVI secolo.
Abbiamo inoltre accompagnato con l'abbigliamento tradizionale cittadino, simbolo tangibile dell’appartenenza alla città di Campobasso, la voce scanzonata e salace dello spirito campobassano in occasione delle tradizionali maitunate di Nicola Mastropaolo.
I giorni del dolore
Una delle peculiarità delle vestimenta tradizionali campobassane è la mantigliana, probabilmente introdotta in Italia al tempo del viceregno spagnolo. Era una cappa tagliata a semicerchio che serviva a ripararsi dal freddo in inverno.
La mantigliana nera, indossata dalle donne campobassane in lutto, ricorda moltissimo per forma e colore, il manto dell’ Addolorata.
Le donne che portavano il lutto, soprattutto quello per la morte dei figli, nella processione del Venerdì Santo vivevano l'opportunità di uscire dall'isolamento in cui le consuetudini sociali le costringevano e, per un giorno durante l’ arco dell’ anno, con il consenso della comunità, potevano manifestare pubblicamente il loro dolore. La Mater Dolorosa incarnava infatti il cordoglio in cui ogni madre colpita dal lutto si identificava.
Queste forme di manifestazione del dolore raggiunsero il loro apice alla fine della 1^ guerra mondiale quando si contarono le vittime, principalmente giovani soldati, i cui corpi spesso non tornarono mai in patria.
Madri e spose videro nel Cristo Morto i propri figli e mariti morti per la patria e li poterono piangere sul sepolcro, ai piedi della Vergine Addolorata.

MoliseRadici ha promosso una iniziativa di recupero e rilancio di una tradizione: "IL COSTUME TRADIZIONALE NEL PELLEGRINAGGIO A PIETRACATELLA PER IL CULTO DI SAN DONATO", con il patrocinio dei comuni di Campobasso, Campodipietra, Monacilioni, Pietracatella, San Giovanni in Galdo e Toro.
Tradizionalmente il popolo si rivolgeva al Santo per chiedere la Sua intercessione per essere liberato dai fulmini, dai terremoti, dalle malattie di cuore e, soprattutto, dall'epilessia.
Dal 1706 la devozione al Santo patrono di Pietracatella (CB) coinvolgeva molti pellegrini, anche da fuori paese.
Essi si recavano a Pietracatella dai borghi limitrofi per invocarne l'intercessione e guarire dal cosiddetto "male di San Donato".
Legato al culto, il rituale della pesa del malato: per ottenere la grazia della guarigione, a San Donato veniva donato l'equivalente in grano del peso del malato, misurato con un'apposita bilancia posta ai piedi del Santo.
Il Santo viene venerato anche a Longano (IS) e anche qui viene accompagnato in processione da fedeli in costume tradizionale.




















